The Streets of San Francisco
Sullo sfondo di una delle città più affascinanti del mondo (Cosenza) il Tenente Clock e il suo compagno, l'Ispettore Gama, lottano contro una criminalità sempre più attiva e spietata. Per qualcuno potrebbe sembrare una lotta senza speranza, ma Clock e Gama sono mossi da un alto senso della giustizia e dalla convinzione che, anche grazie al loro coraggioso lavoro, Cosenza può diventare un posto più tranquillo in cui vivere.
Il Tenente Clock è una donna sensibile, coraggiosa e dotata di un pungente senso dell'umorismo.
Ama profondamente Cosenza e la possibilità di migliorare la qualità della vita dei cittadini la spinge a rifiutare un posto al sicuro dietro a una scrivania.
E' un compagna leale e sincera che non esita a dire in faccia agli amici anche le verità più scomode, con un profondo senso del dovere e della giustizia.
Nel poco tempo libero che ha a disposizione allena una squadra di pallacanestro formata da bambini provenienti da quartieri a rischio. Teme una sola cosa: che sua figlia possa un giorno trovarsi in pericolo a causa del suo lavoro.
Giovane, impulsivo, idealista, Gama rifiuta la cattedra in legge per dedicarsi con passione alla difesa attiva della giustizia e alla lotta contro il crimine. Ha una grande ammirazione per Tenente Clock, al quale riconosce l'esperienza e una profonda conoscenza delle strade di Cosenza, con i loro pericoli e i loro problemi.
La sua mente analitica, fresca di studi, non gli consente di limitarsi a combattere il crimine. Gama deve comprendere cosa spinge una persona a rapinare una banca o perché un uomo può arrivare a ucciderne un altro. La dura realtà metterà alla prova i suoi ideali.
Nazionalità: Italy - Anno di produzione: 2008*
Genere: poliziesco
Durata: 00:54
Titolo italiano: LE STRADE DI COSENZA
il Tenente Clock durante un inseguimento notturno
Si comincia a respirare l’atmosfera natalizia, anche se manca più di un mese...State facendo anche voi il conto alla rovescia?
Natale ..Tempo di Strina.
"La strina"è una splendida usanza tipica del territorio calabrese riscoperta negli ultimi anni dalle compagnie popolari che la ripropongono nel periodo natalizio ad un pubblico nuovo offrendo il canto augurale non più ad una singola famiglia, bensi ad un vasto uditorio.
La "strina" rappresentava un tipico "canto dei questuanti". Di casa in casa i suonatori andavano a portare la "buona novella" della nascita di Cristo, ottenendo in pagamento ed in ringraziamento uova, formaggio, olio, vino e salumi. Canto d'augurio per la solennità del Natale e per il nuovo anno, veniva cantato all'uscio delle famiglie facoltose, almeno inizialmente poi, con le migliorate condizioni economiche delle popolazioni rurali della Calabria, questa tradizione è andata via via scomparendo quasi del tutto per tornare, come prima accennato, ai giorni nostri a cura di compagnie popolari che si dedicano alla riscoperta ed al mantenimento delle antiche tradizioni. Ai giorni nostri viene portata da gruppi di ragazzi ed amici in casa dei parenti stretti e degli amici intimi per augurare di trascorrere felicemente le festività e tanta fortuna per il nuovo anno.
Viene solitamente accompagnata dal suono dei "sazeri" conosciuti anche come "murtali" o meglio ancora conosciuti come "ammaccasali". Si tratta semplicemente dell'antico attrezzo in bronzo usato per "ammaccare" il sale. Spesso al suono di uno o più di questi strumenti si accompagna una chitarra, un mandolino, un tamburello ed una fisarmonica. Tutto dipende dal numero dei "cantori". La "strina" viene solitamente effettuata nel periodo che va dalla serata della celebrazione della festa della Immacolata Concezione (8 dicembre) alla serata dell'Epifania (6 gennaio). Esiste anche un altro periodo dell'anno durante il quale la "strina" viene portata (portata a qualcuno) ed è il periodo di Carnevale. Poichè detto periodo cade sempre nell'alto inverno questa particolare "strina" è detta "strina di i supprissate".
Il canto inizia augurando all'intera famiglia tante gioie e benedizioni per passare poi agli auguri singoli ad ogni componente del nucleo familiare che viene chiamato per nome e al quale nome si lega un particolare augurio in rima. Si passa poi alla richiesta dei doni "fammi la strina" che, come detto, un tempo consisteva in beni di consumo e che oggi si risolve nell'invito ad entrare nella casa alla quale si è augurata la fortuna per una buona bevuta in compagnia. Si può facilmente immaginare lo stato di ebbrezza dei "cantaturi" alla fine del giro. Un tempo, come detto, il giro era molto lungo ed articolato e destinato alla raccolta di cibarie, adesso, solitamente si visita una sola famiglia o al massimo una famiglia alla sera. La "strina" ha il senso della solidarietà e dell'ospitalità tipico della gente di Calabria.
La porta si apre sempre... ma se non si apre ?
In questa rara ipotesi i "cantaturi" si vendicano con stornelli sdegnati e pieni di profezie di disgrazie (sia pure di non grave portata) del tipo "Mienzu sta casa ci penna nu lazzu, quanno ti lavi ti vu spezzà nu vrazzu"...;-)))
ricevo e pubblico

Per le strade mercenarie dei "vizi" si coltivano fantastiche illusioni.....ma mica poi tanto...
E' parafrasando una vecchia canzone che voglio iniziare a parlarti di loro... i fantastici 100.
La loro età è variabile ma la media sta nei trenta, quindi per facilitare il mio lavoro e non urtare la sensibilità di alcuno li chiamerò semplicemente ragazzi. Sono per la maggior parte cosentini DOC, sono studenti fuori corso , professionisti alle prime armi, imprenditori, commercianti o semplicemente nulla facenti, la categoria cui ciascuno appartiene è irrilevante ai fini della loro frequentazione, non fosse altro perchè tutti insieme ne costituiscono una nuova, quella appunto dei fantastici 100.
Sono corteggiati, invidiati, criticati ma a loro questo non importa, non ci badano, sono distratti. Sono conosciuti da tutti e loro conoscono tutti ma non sempre fra loro sono amici , al contrario spesso capita che siano solo conoscenti accomunati dal fatto che l'uno è indispensabile all'altro per il raggiungimento dell'unico fine. Frequentano, ovviament
Il Re Borbone
Il Comune di Piane Crati, in provincia di Cosenza
sarà premiato da Legambiente per il "Riciclone 2008"

COSENZA - Non ci sono più cassonetti a Piane Crati, il Comune li ha eliminati da un anno. Non servivano più, erano antiestetici e poco igienici. Ora i rifiuti vengono ritirati direttamente a casa, con il porta a porta. Tanti piccoli contenitori, pieni di materiali rigorosamente selezionati. Riciclano tutto i pianesi, il 93% dell'immondizia è destinato a nuova vita. Carta, vetro, plastica, alluminio, metalli vari e rifiuti speciali, come le batterie, vengono inviati a centri specializzati. Poco, pochissimo, finisce in discarica.
Tanto che il 10 luglio prossimo, Michele Ambrogio, sindaco del piccolo centro (meno di duemila abitanti) alle porte di Cosenza, riceverà a Roma il premio "Riciclone 2008". Un riconoscimento nazionale ideato da Legambiente nel 1994 e patrocinato dal Ministero dell'Ambiente, che ogni anno seleziona l'ente locale che ha ottenuto il risultato migliore nella gestione dei rifiuti.
E' ovviamente soddisfatto il sindaco Ambrogio: "Un premio così importante dimostra che anche da un piccolissimo comune della Calabria e del Mezzogiorno possono giungere segnali positivi in materia di cultura ambientale".
Grande merito ai Calabresi...almeno una volta!!!
« La mia diletta città potrebbe benissimo fare a meno di me, ma sono io che non posso fare a meno di essa. Essa che mi scorre nelle vene e che amo. »
- Bernardino Telesio -

I risultati del sondaggio …..
Mentro aspetto alla fermata dell’autobus:
-Ma perché a Cosenza ci sono gli autobus? 42%
- tengo le mani in tasca 25%
- mi infilo le dita nel naso 25%
- altro 8%
- tengo le braccia conserte 0%
- tengo le mani dietro la schiena 0%
- passeggio avanti indietro 0%
- chiacchiero 0%
Beh un dato che dimostra come i cosentini non abbiano la cultura del mezzo pubblico.
E’ vero che i cosentini adorano l’automobile tanto che in città ci sono piu automobili che abitanti.
Un tempo, il nostro corso principale, Corso Mazzini, prima di trasformarsi in area pedonale, era meta preferita dei cosentini per il classico “passeggio con auto”("struscio mobile").
Ma come si può parlare di "cultura del mezzo pubblico" quando a Cosenza il servizio è davvero inefficiente?
Gli autobus sono sempre troppo pochi e spesso si fanno attendere per troppo tempo, passando ad intervalli più che irregolari.
Sicuramente incide il fattore traffico ma anche il fatto che le corsie preferenziali vengono tranquillamente utilizzate dagli autisti indisciplinati e impuniti.
Ma dove sono i vigili urbani?
Per non parlare di eventuali spostamenti di sera inoltrata….. gli autobus notturni, sono quasi inesistenti.
Nonostante i mezzi….
è proprio una bella Citta’.
« La città è costruita su un ripido pendio, sopra il punto dove due fiumi, provenienti dalle due opposte valli, confluiscono sotto un unico nome, quello del Crati… Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall'inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c'è da stupirsi e da ammirare. »
- George Gissing, 1897 -