Che poi a guardarli ogni sera nelle loro fatiche televisive ti accorgi che neanche se lo godono questo gruzzolo di fama, cotoni sartoriali, contratti, orologini, vacanze, carriera e altri piccoli privilegi. Parlo dei molti addetti alla difesa quotidiana del Cavaliere - Carlo Rossella, Maurizio Belpietro, Sandro Bondi, Paolino Bonaiuti, eccetera - tutti scudi umani senza più la lucentezza di un tempo. Sempre più tesi, più guardinghi, più rancorosi nelle loro pubbliche esibizioni. Appaiono ogni sera un po' più infelici della sera precedente per il giocattolo che ormai li ha intrappolati e che non li fa più divertire, gli toglie il sonno e la leggerezza di un tempo, quel bel tempo senza troppe minacce quando sventatamente salirono a cavallo di quegli ingranaggi luminosi del Biscione per godersi il vento di Arcore, quel profumo di gasolio e ricchezza sulla piazzola d’attesa del Gulfstream, area riservata ai voli privati di Linate, e la luce del mare a Villa La Certosa, tra i molti ospiti, specialmente giovani non ancora laureati e spensierati.
Andrebbe vista (e rivista) l’altra sera a Ballarò la reazione furiosa di Belpietro quando il segretario del Pd Dario Franceschini gli ha detto: “Sarebbe bene precisare che lei, gentile Belpietro, è un dipendente di Berlusconi…”.
Belpeitro, urlando: “Io non sono dipendente di nessuno!”.
Franceschini: “Be’ sì, di Berlusconi”
Belpietro: “Non è vero, non è vero…”. E aggiungeva: “Io dipendo solo dalla mia coscienza” generando applausi e ilarità in studio.
( in basso una velina seria)
Un paio di settimane prima la stessa scena l’aveva interpretata Carlo Rossella, costretto anche lui a difendere tutto quello che riguarda il Cavaliere: la minorenne, le candidature delle ragazze, la festa di Casoria e persino l’amicizia tra Berlusconi e il padre di Noemi, “un umile militate di Forza Italia, una persona semplice di quelle che piacciono al presidente”.
Perche il tragico (e anche il ridicolo) di questa perpetua fatica è quanto e come il precipitare delle circostanze allarghino i confini della difesa necessaria, non più solo giudiziara (le toghe rosse, il lodo Alfano, la condanna a Mills, la stampa nemica) ma anche privata, e privata fino al dettaglio, le donne, il sesso, l’esibizionismo, le battute, le barzellette, la moglie Veronica (Carlo Rossella: “La stimo moltissimo”), le festicciole, le intercettazioni, le molte versioni di quest’ultima storia sempre piu’ sdrucciolevole:
“Il presidente a Noemi l’ha vista solo tre volte”
“L’ha vista sempre in compagnia dei genitori”
“L’ha conosciuta da piccola”
“L’ha invitata a Capodanno ma insieme a altre sessanta o settanta persone”
“Il presidente era amico dei genitori”.
Finendo anche loro per inciampare nelle rotolanti bugie del capo. Di seguirne lo smottamento verso il basso. Con il pensiero fisso ormai di prevederne in tempo la caduta finale (quando sarà) per scansarsi dalla molta polvere e lucidare gli alibi. Pino Corrias
La funesta influenza del vecchio burlone (Financial Times, 26 maggio 2009)
Traduzione a cura di Italiadall'estero.info
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Negli spot elettorali che stanno infestando le reti televisive si spiega come votare alle prossime elezioni europee, dichiarando che "possono votare i cittadini italiani che hanno compiuto i 18 anni". E basta?
Gli spottoni furbacchioni dimenticano che il Trattato di Maastricht riconosce a tutti i cittadini comunitari il diritto di voto, attivo e passivo, nelle elezioni europee (e amministrative) nel paese in cui sono residenti, anche se cittadini di un altro stato. In pratica i cittadini di altri paesi dell'Unione non solo possono votare in Italia per le elezioni europee, ma anche essere candidati.
Perfino il Ministero dell'Interno e' stato costretto ad ammettere l'evidenza con una circolare che il buon Maroni avra' firmato ubriaco, sotto l'effetto allucinogeno di troppa "cassoeula", o dimenticando di leggere le clausole scritte in piccolo: "il principio che sottende la direttiva e' quello della ‘cittadinanza dell'Unione’, in un’ottica di integrazione europea" La circolare spiega chiaramente che per votare alle europee "i cittadini dell’Unione residenti in Italia devono presentare al sindaco del comune di residenza domanda di iscrizione nell’apposita lista aggiunta istituita presso lo stesso comune". E allora perche' negli spot si parla solo degli italiani?L'allarme sugli spot-bufala lanciato da Francesca Lacaita e Nicola Vallinoto del Movimento Federalista Europeo rischia di cadere nel vuoto, e moltissimi cittadini comunitari non italiani si convinceranno di non avere diritto al voto per colpa della disinformazione televisiva seminata da un governo ignorante e xenofobo.
Di fronte a tutto questo Mamma! lancia un appello alla mobilitazione popolare. Scrivete a tutti i vostri amici europei che vivono in italia, rompiamo la congiura del silenzio e diciamo a Romeni, Sloveni, Bulgari, alla gente della Guyana Francese, ai cittadini delle Azzorre e delle Canarie e tutti i cittadini europei che vivono in Italia: ribellatevi! Richiedete l'iscrizione alle liste elettorali! Mandate in tilt gli uffici comunali con una valanga di richieste, cosi' imparano!
Extraitaliani europei! E' il momento di far aumentare le percentuali degli altri partiti per rosicchiare alla Lega quel consenso che ormai nutre solo nelle valli padane dove non siete voi ad essere extracomunitari, ma sono loro ad essere extraeuropei. Ulisse Acquaviva

Tutti a piangere lacrime di coccodrillo per Falcone e i morti di mafia, tutti a celebrare ricorrenze e memoriali, tutti a costruire altari commemorativi che al confronto la tomba di Tutankhamen e' un piccolo monolocale. Ma siamo sicuri che siano stati uccisi solo dalle bombe? Si dice spesso che il matrimonio non crea niente di nuovo tra gli sposi, ma sancisce un legame profondo che esisteva gia' prima. Non si potrebbe dire lo stesso delle "cerimonie al tritolo" con cui la mafia "consacra" i suoi nemici?Prima che il fastidio generato dalle inchieste di Falcone e Borsellino venisse "certificato" dalle mani vigliacche che li hanno uccisi, il legame profondo di questi uomini con il loro destino era gia' stato creato dai chiari intenti del loro impegno, trasformati in una lenta condanna a morte dall'ostilita' dei politici, dall'abbandono dei colleghi, dal silenzio dei giornalisti, dall'indifferenza dell'opinione pubblica.La mafia siamo noi tutte le volte che stiamo zitti, la Mafia e' questa Italia costruita su frodi legalizzate che ancora non vuole guardarsi in faccia. Come una vecchia soubrette ormai disfatta dai vizi e dall'eta', che getta via tutti gli specchi e si compiace di se stessa tappezzando i muri di casa con vecchie locandine sbiadite e foto di tanti anni fa. "Convinciamoci che siamo dei cadaveri che camminano": e' la frase che il vicequestore Ninni Cassara' disse a Paolo Borsellino nel 1985 mentre raggiungevano il luogo in cui era stato ucciso il commissario Beppe Montana. Cassara' fu ucciso un mese dopo l'omicidio Montana, freddato a colpi di Kalashnikov davanti alla porta di casa sua sotto gli occhi impotenti della moglie e della figlia.Il "fidanzamento con la morte" di Borsellino, il secondo di questi due cadaveri che camminano, durera' piu' a lungo, e la mafia celebrera' le nozze soltanto nel luglio 1992. Che cosa e' successo nei retrobottega dello Stato negli anni in cui i corridoi delle procure di Palermo e Marsala erano pieni di morti ambulanti? Come si sarebbero potute evitare le stragi annunciate di Capaci e Via D'Amelio? Che responsabilita' storica, morale e politica avrebbe dovuto assumere ogni operatore di giustizia, ogni funzionario pubblico, ogni cittadino, ogni uomo e donna del nostro martoriato paese per difendere quegli uomini con una invisibile data di scadenza marchiata sul corpo?La storia e i tribunali ci hanno consegnato delle verita' parziali, con i processi di mafia costretti sempre a pulirsi i piedi sul tappetino ogni volta che le indagini richiedono di attraversare quella soglia proibita che separa il fango incrostato di sangue della mafia militare dai salotti buoni e luccicanti della mafia politica.Per sentirsi appagati non basta sapere che Giovanni Brusca ha materialmente azionato il detonatore che ha stroncato la vita di Giovanni Falcone, sua moglie e la sua scorta, e che la giustizia dei tribunali ha pareggiato i conti con 26 anni di carcere. I nomi scolpiti nelle sentenze non sono sufficienti per chiudere il discorso ignorando i riferimenti politici e istituzionali delle azioni militari mafiose. Ricordare oggi chi e' morto a Capaci ha senso solo se serve a guardarci attorno per scoprire chi sono, qui e ora, i cadaveri che camminano nelle procure, nell'informazione scomoda, nelle reti antimafia e nei brandelli di resistenza umana e di orgoglio civile sopravvissuti alla devastazione morale e politica del Paese.E' per questo che mi assumo la responsabilita' di dire che il giornalista Pino Maniaci di Telejato e' stato minacciato a piu' riprese per la sua attivita' di denuncia antimafiosa, e nel gennaio 2008 il figlio del boss Vito Vitale lo ha aggredito per strada a viso aperto.Mi unisco alla voce di Maria Falcone, che oggi ha ricordato davanti al presidente Napolitano la "ribellione degli imprenditori che hanno deciso di dire no al racket", e che rischiano di diventare altri morti ambulanti se verranno lasciati nel silenzio e nell'indifferenza. Tra questi c'e' Pino Masciari, imprenditore edile calabrese, che ha sfidato la 'ndrangheta e i suoi referenti politici diventando "il principale testimone di giustizia italiano" (la definizione e' del procuratore generale Pier Luigi Vigna) per poi vedersi sbattere fuori a calci dal programma di protezione. Mi unisco allo sforzo dei ragazzi di "Libera" per coltivare i terreni confiscati alle mafie, dove si producono olio e pasta che sanno di legalita' a dispetto delle minacce e dei campi dati alle fiamme.Anche in assenza di condanne penali, mi assumo la responsabilita' di una chiara condanna morale verso tutte le organizzazioni di potere politico e mediatico che si avvicinano piu' del dovuto alla Mafia e ai suoi esponenti.Come il "quotidiano unico" di Catania "La Sicilia", che col beneplacito del direttore Mario Ciancio sfida i divieti imposti dal regime di carcere duro e pubblica integralmente le "lettere dal Carcere" di Vincenzo Santapaola, figlio del Boss Nitto e condannato per "continuita' in associazione mafiosa".Come la sedicente opposizione, che cerca di nascondere dietro il pesante odore di mafia che impregna il maggiore partito di governo la presenza di elementi come il senatore del PD ed ex diessino Vladimiro "Mirello" Crisafulli, intercettato nel 2001 dalle telecamere della polizia mentre "si fa baciare sulle guance" e "discute a lungo di appalti, assunzioni, raccomandazioni e favori vari" con il notabile di Enna Raffaele Bevilacqua, ex consigliere provinciale di Enna per la DC e condannato in primo grado a 11 anni per associazione mafiosa.Voglio urlare tutto questo e voglio farlo ora, prima che sia troppo tardi e che il grido d'allarme del prima si trasformi nel vuoto senno di poi, prima che i "morti che camminano" smettano anche di camminare. E l'unico modo che ho per onorare la memoria di Giovanni Falcone. Carlo Gubitosa
Questo documentario è condotto come un'indagine poliziesca. Un'indagine, ispirata dal romanzo di Leonardo Sciascia "Il giorno della civetta" e dal recente spettacolo teatrale che ne è stato tratto, che cerca di smascherare e di denunciare alcuni dei mali che affliggono sempre più la Sicilia come l'Italia: la corruzione, la connivenza tra mafia e politica e, soprattutto, la mancanza di idee. Perché Falcone diceva che la mafia è un fatto umano e, come tale, ha un inizio e una fine. E noi abbiamo il dovere di credergli.
“Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno”. Lo dice Gesù all’apostolo Tommaso, che ha dovuto infilare la mano nella piaga del costato per credere nella resurrezione.

Il processo Berlusconi-Mills (noto a tutti, grazie a un’informazione serva, soltanto come il “processo Mills”: si diceva il corrotto, ma non il corruttore) non ha nulla di spirituale né di trascendente. E’ una sporca storia di corruzione, il paradigma del modus operandi di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Un grande corruttore che ha sempre comprato tutto e tutti, avendo sempre avuto la fortuna di incontrare gente comprabile.
lI suo gruppo comprava la Guardia di Finanza perché chiudesse gli occhi sui libri contabili taroccati. Comprava politici, da Craxi in giù, in cambio di leggi à la carte. Comprava giudici, da Vittorio Metta in giù, per vincere cause civili perdute in partenza, come quella che scippò la Mondadori a De Benedetti per dirottarla nelle mani del Cavaliere. Pagava persino la mafia, per motivi facilmente immaginabili. Per sapere tutto questo non era necessario attendere la sentenza di ieri: bastavano tutte le altre, emesse negli ultimi 15 anni nella beata indifferenza della quasi totalità della stampa e della totalità della televisione, per non parlare della cosiddetta opposizione.
Ora il Tribunale di Milano ci informa che il Cavaliere comprò con 600 mila dollari anche un falso testimone, il suo ex consulente inglese David Mackenzie Mills (che gli aveva costruito un sistema di 64 società occulte, nei paradisi fiscali), per garantirsi “l’impunità e i profitti” nei processi Guardia di Finanza e All Iberian. Il tutto nel 1998-99, quando era già travestito da politico, aveva già guidato un governo e si accingeva a guidarne altri due. Ma anche questo si sapeva da anni. O meglio: lo sapeva chiunque avesse dato un’occhiata alle carte del processo o ne fosse stato informato. La sentenza doveva semplicemente sanzionare penalmente una condotta già assodata. Perché uno dei due protagonisti, David Mills, aveva confessato tutto al suo commercialista Bob Drennan, in una lettera che pensava sarebbe rimasta top secret: “… la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo… Nel 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi… 600 mila dollari furono messi in un hedge fund… a mia disposizione…”.
Purtroppo per lui (e per “Mr B.”), Drennan lo denunciò al fisco inglese, così la lettera finì sul tavolo dei pm milanesi. Interrogato a botta calda, Mills confessò a verbale che era tutto vero, salvo poi ritrattare con una tragicomica e incredibile retromarcia. La sentenza di ieri aggiunge la sanzione a ciò che chi voleva o poteva sapere già sapeva: il nostro presidente del Consiglio è, per l’ennesima volta, un corruttore, per giunta impunito per legge. Ha comprato un testimone in cambio di una falsa testimonianza. Un reato commesso per occultarne altri, a loro volta commessi per nasconderne altri ancora. Ora che è di nuovo al governo, per garantirsi l’impunità non ha più bisogno di corrompere nessuno: gli basta violare la Costituzione con leggi come la Alfano, approvata e promulgata nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto contrastarla e respingerla. La stessa indifferenza, salvo rare eccezioni, ieri ha accolto un verdetto che in qualunque altro paese avrebbe portato su due piedi all’impeachment. Lo stesso silenzio di Mills. Che però, almeno, si faceva pagare bene. Marco Travaglio
La sentenza del Tribunale di Milano che condanna David Mills a cura di Barbara Buttazzi
Incredibile: Studio Aperto dichiara assolto Berlusconi nel processo Mills - guarda il video di Moon81
Sentenza Mills: "15 anni di schifezze. Illeciti, reati penali, violazioni fiscali..." di Stefano Corradino (Articolo21.info)
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Le domande a cui finora nessuno ha trovato risposta:
1) Che fine hanno fatto i 600mila dollari (440mila euro) ricevuti da Mills? 250mila euro dovra' pagarli di risarcimento, e il resto? Se lo tiene in tasca?
2) Se il resto se lo tiene lui, 440mila meno 250mila fanno 190mila euro. Mi state dicendo che per comprare casa anziche' un mutuo ventennale lavorando in fabbrica e' piu' conveniente una condanna per falsa testimonianza da quattro anni e sei mesi?
3) I processi dove ha testimoniato il falso ora saranno annullati e rifatti oppure no?
4) Con che presupposti la Presidenza del Consiglio si e' costituita parte civile contro Mills? Il danno all'immagine istituzionale non l'ha fatto Berlusconi? E allora perche' non se la prendono con lui?
5) Perche' Mills e' stato cosi' sfigato da trovare l'unico commercialista al mondo che non si fa i cazzi suoi e che denuncia le magagne dei suoi clienti?
6) Perche' Mills e' stato cosi' coglione da mettere tutte le sue magagne nero su bianco in una lettera al suo commercialista?
7) La sinistra benpensante si chiedera': perche' gli italiani devono farsi rappresentare da un imbroglione?
8) Io mi chiedo: perche' devo farmi rappresentare da un cafone ingrato taccagno che con un patrimonio personale di 11 MILIARDI di euro (undiciMILA milioni) non e' nemmeno abbastanza signore da dare un milione tondo a chi gli salva il culo dalla galera? Va bene avere le mani in pasta a certi livelli, ma queste grossolane cadute di stile non sono all'altezza di un grande paese come il nostro.Ulisse Acquaviva
Il primo che trovera' la soluzione a tutti questi interrogativi vincera' un simpatico peluche.

Sono in prima fila, il sottofondo musicale è una lenta melopea di motori sedati: il semaforo è rosso.
Un tabellone luminoso m’informa che 31 gradi centigradi mi stanno inumidendo la faccia e la schiena. La mia macchina non è dotata di impianto per l’aria condizionata ed è lurida dentro e fuori. In compenso vanta un’elegante ammaccatura sul lato sinistro, regalo di un autobus dell’azienda municipale che se la svignò alla chetichella dopo il fattaccio. Augurai al conducente una psoriasi violenta. Ma questo ricordo sanguina ancora, torniamo al semaforo.
Dal finestrino aperto, preceduto da sgradevoli miasmi di sudore e idrocarburi combusti, il sorriso di un africano pretende di convincermi ad acquistare il solito pacco di scadenti fazzoletti di carta.
- DAI CAPO, PRENDI! DÀ QUELLO CHE VUÒ.
Addestrato dalla consuetudine a difendermi da questi assalti all’arma bianca, reagisco prontamente con una collaudata resa incondizionata. Funziona sempre, se compri poi ti lasciano in pace - tutta questione di acume tattico. Gli dò un euro.
Dallo specchietto lo osservo proseguire la sua tournée tra le auto in coda. Il suo abbigliamento si limita allo stretto indispensabile: canottiera rossa, jeans moderatamente sporco, scarpe sportive di marca, certamente contraffatte. L’afa e la noia m’inducono oziose riflessioni.
Sarà un clandestino? Probabile. Clandestino, cioè irregolare, abusivo, illegittimo, non autorizzato.
Mi chiedo come questa qualità possa essere seriamente applicata ad un essere umano per il solo fatto di esistere e di aver scelto di risiedere in un qualsiasi posto di questo pianeta.
Irregolare. Può una persona essere definita “irregolare”? Sembra una burla:
- BUONGIORNO, PERMETTA CHE MI PRESENTI, MI CHIAMO ICS IPSILON, MA SONO IRREGOLARE.
- AH SÌ? E COME MAI?
- SA, ESISTO E CERCO DI SOPRAVVIVERE, MA QUI DA VOI NON MI HANNO AUTORIZZATO A FARLO.
- MA NON MI DICA!
- E INVECE GLIELO DICO. AFFERMANO CHE IO NON SIA LEGITTIMATO A VIVERE QUI, MA AL MIO PAESE SAREI GIÀ MORTO AMMAZZATO, DI FAME O DI MALATTIA… EPPURE QUI NON POSSO RESTARE. E’ EVIDENTE CHE COME ESSERE UMANO SONO ABUSIVO.
Una conversazione surreale, penso, e sorrido. Comunque gli ho dato un euro.
Il caldo mi assedia implacabile, il semaforo è stabile sul rosso – sarà inceppato? Cerco ancora riparo all’ombra di probi pensieri umanitari.
Se uno fuggisse da persecuzioni politiche, da un cataclisma o da altre sciagure collettive come la carestia, la guerra portatrice di democrazia o il genocidio, dovrebbe essere almeno risarcito con il mesto titolo di “profugo”, non marchiato con quello di “clandestino”, o no?
Mi interrompo, quello nella station wagon dietro di me nemmeno l’ha guardato in faccia. Il venditore di carta da naso non appare in vena di insistere, deve aver imparato che per alcuni è invisibile malgrado il suo deciso colore da senegalese, oppure fa troppo caldo anche per lui. Riprendo.
Se poi il profugo suddetto si rifugiasse qui da noi – si noti il verbo, “rifugiasse” - dovrebbe obbligatoriamente essere beneficiato del triste appellativo di “rifugiato” desumo, congratulandomi con me stesso per la logica stringente delle mie meditazioni.
Sulla Terra nessun essere umano è clandestino, insisto, immaginandomi mentre parlo ad un attento uditorio. Una massima talmente vera, quest’ultima, ma così lontana dalla realtà da apparirmi subito irrimediabilmente ingenua. Almeno io gli ho dato un euro.
Il terzo – o è il quarto? – automobilista della fila lo allontana bruscamente, agitandosi quanto basta ad esibire la squisitezza di un grizzly. L’ambulante contrattacca ignorandolo, seguitando lento a risalire il fiume di automobili.
Malgrado mi stia liquefacendo nella mia sozza auto che non conosce vergogna, mi conforta il sapere che tra qualche secondo il semaforo darà il via libera. So anche che quell’euro che ho scucito, e tutte le altre monete che lo seguiranno, non basteranno a pagare il riscatto per una coscienza sequestrata da un semaforo rosso. La mia lercia auto non conosce vergogna. Io sì.
Gino Di Costanzo http://ilpuntoimproprio.splinder.com/
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PENSIERINI SULLE AGENZIE ONU
1) L'Unhcr vuole aiutare i rifugiati che scappano dalle guerre. In Italia i rifugiati diventano immigrati clandestini irregolari. L'Unhcr e' una associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento di immigrati clandestini irregolari che violano le nostre magnifiche leggi sull'immigrazione.
2) L'Unicef aiuta i bambini dei paesi poveri a studiare e ad essere in buona salute. I bambini dei paesi poveri in buona salute vengono sfruttati per il turismo sessuale. L'Unicef e' una organizzazione criminale di pedofili pederasti che favorisce lo sfruttamento della prostituzione infantile.
3) I ricchioni sono malati che andrebbero curati e rieducati in appositi istituti. L'Organizzazione Mondiale della Sanita' ha negato questa evidenza dichiarando che l'orientamento lesbico e omosessuale non e' una malattia. L'OMS e' una organizzazione corrotta di pervertiti maniaci e peccatori che promuovono la devianza sessuale e legittima la sodomia contronatura.
4) La FAO combatte la fame nel mondo promuovendo lo sviluppo dell'agricoltura. Spesso i contadini non hanno un alto livello di istruzione. La FAO e' un organismo oscurantista e repressivo che vuole aumentare il numero di analfabeti nel mondo spargendo semi di ignoranza.
5) L'Unesco riconosce ad alcune aree protette lo status di "patrimonio culturale dell'Umanita'", e in quelle aree non si puo' costruire. Questo fa aumentare i prezzi dei terreni edificabili. L'Unesco e' un organismo che promuove la speculazione edilizia ed e' riconducibile alla bolla speculativa del mercato immobiliare che ci ha trascinato nella crisi economica.
6) Il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) vuole raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio entro il 2015. Gli obiettivi di sviluppo del millennio comprendono lo sviluppo di un sistema finanziario e commerciale aperto e basato su regole chiare. L'UNDP e' un organismo comunista che costituisce una minaccia alle tradizioni del capitalismo.
7) L'organizzazione internazionale del lavoro (ILO) combatte il lavoro minorile. A mia moglie piacciono i tappeti pakistani tessuti dai bambini. L'Ilo e' un organismo ateo che favorisce i divorzi, semina discordia nelle famiglie, fa impennare i prezzi dei tappeti e istiga al litigio i coniugi.
[Ultimissime: dal ministero della Difesa ci informano che il pensierino numero 1 e' l'unico ufficialmente attribuibile al ministro, e pertanto ogni altro ragionamento sulle agenzie Onu e' da considerare una illazione non autorizzata che non rispecchia necessariamente l'opinione di Ignazio La Russa. Sara'...] Ulisse Acquaviva

L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo, approvando i tre maxiemendamenti al disegno di legge in materia di sicurezza. Il primo è quello che contiene norme sulla sicurezza: 316 i voti a favore; 258 i contrari. Presente anche il ministro delle Riforme Umberto Bossi, che a proposito delle perplessità su alcuni dei passaggi del provvedimento espresse da Gianfranco Fini ha dichiarato: "A me interessa solo il voto. Mi basta che passi". Sul secondo maxiemendamento, quello su materie di mafia, il Pd ha protestato per la decisione di porre la fiducia. Circostanza che impedisce al partito di votare passaggi giudicati positivi del provvedimento, coma la conferma del 41 bis. Poi c'è stato il voto: 315 i sì, 247 i no. Il terzo, che riguardava la sicurezza urbana, è stato approvato con 315 voti a favore e 237 contrari. In aula si è presentato anche il presidente del conisglio Berlusconi.
Montecitorio dunque ha detto sì ai tre tronconi in cui è diviso il ddl, quello sull'immigrazione; gli altri due riguardano, rispettivamente, la mafia e la sicurezza urbana. Soddisfatto per l'approvazione il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Il quale, intervenendo a una cerimonia per l'intitolazione della sede del ministero del Lavoro a Marco Biagi, ha auspicato che le nuove norme sulla sicurezza "vengano approvate definitivamente dal Senato entro la fine di maggio". Poi, a proposito del "giallo" sul destino dei bimbi nati da clandestini, ha smentito su tutta la linea: "E' una notizia destituita di ogni fondamento - ha detto - è un'altra panzana inventata da non so chi".
Quanto all'opposizione, il capogruppo dell'Idv Massimo Donadi ha dichiarato che "non c'è un briciolo di sicurezza in questo testo, solo demagogia. Si finanziano le ronde, che sono l'anticamera della polizia di partito, e si tolgono soldi alle forze di polizia". Per il Pd, Marco Minniti ha parlato di "un sonno mostruoso della ragione", e di "una fiducia posta contro la libertà della stessa maggioranza".
Questo in dettaglio le norme principali.
NEI CIE FINO A 180 GIORNI - L'extracomunitario potrà rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Ora il periodo è di due mesi.
TASSA DI 200 EURO PER AVERE CITTADINANZA - Per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell' Interno e dell'Economia tra gli 80 e i 200 euro.
CARCERE SE SI AFFITTA A CLANDESTINI - Si rischia il carcere fino a tre anni se si dà in alloggio o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o
del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto.
MATRIMONIO CON MUSULMANE - Per sposare una donna musulmana l'italiano dovrebbe convertirsi. Con la norma introdotta basterà che, con quelle provenienti da alcuni Paesi con i quali si è raggiunta un'intesa, ci sia una dichiarazione anche dell'ambasciata che non risultino casi ostativi per riuscire a contrarre matrimonio. Senza bisogno di conversione.
REGISTRO DEI CLOCHARD - I senza fissa dimora saranno schedati in apposito registro istituito presso il Viminale.
SÌ ALLE RONDE - Associazioni di cittadini potranno segnalare alle forze dell'ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi e prioritariamente dovranno essere formate da ex agenti.
CARCERE FINO A TRE ANNI SE SI OLTRAGGIA PUBBLICO UFFICIALE - Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna se è il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari.
INTATTI POTERI PROCURATORE ANTIMAFIA - Li avevano limitati, ma ora si è tornati alla legge attuale. Pietro Grasso aveva chiesto che la norma del ddl cambiasse e c'è riuscito.
INASPRITO IL 41 BIS - Detenzione più lunga di altri 4 anni. Si prevedono carceri «ad hoc» per i boss preferibilmente sulle isole. Più difficile per loro comunicare anche con l'esterno.
NASCE ALBO PER BUTTAFUORI E AMMINISTRATORI GIUDIZIARI - Anche i 'gorilla' che vigilano sulla 'pace' fuori dai locali dovranno avere particolari requisiti (li deciderà il Viminale) e avranno avere presto un loro albo. E un Albo ad hoc lo avranno anche gli amministratori giudiziari.
PIÙ DIFFICILI NOZZE CON BADANTE - Lo straniero che sposa un cittadino italiano dovrà restare in Italia per almeno due anni prima di ottenere la cittadinanza. I tempi si dimezzano se nascono o se si adottano figli.
NO RICONOSCIMENTO E ISCRIZIONE ANAGRAFE PER FIGLI IRREGOLARI - Per accedere ai pubblici esercizi gli stranieri dovranno esibire il permesso di soggiorno (tranne che per l'iscrizione dei figli alla scuola dell'obbligo). Altrimenti, essendo la clandestinità un reato, scatterà l'obbligo della denuncia. Le madri irregolari non potranno iscrivere i propri figli all'anagrafe e quelle sprovviste di passaporto non potranno neanche riconoscerli rendendoli così subito adottabili.
OBBLIGO DENUNCIA PIZZO PER COSTRUTTORI - Per partecipare alle gare d'appalto i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni. Basterà anche una semplice dichiarazione di un pentito in un altro procedimento per estrometterli dalla gara. Avevano provato a cambiare la norma prevedendo che l'imprenditore dovesse diventare imputato prima di poter essere fatto fuori dall'appalto, ma poi è tornata alla versione originaria su richiesta della Lega.
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E così il liberissimo Libero ieri ha pubblicato questo sbarazzinissimo test intitolato: "Chi è più razzista?".
Facciamo un test: il tuo quartiere è lercio. A chi dai la colpa?
A chi ti governa ed è responsabile della pulizia e del decoro delle città oppure agli immigrati?
Nella tua città aumentano i reati. A chi dai la colpa?
A chi ti governa e non mette la polizia in condizione di controllare il territorio oppure agli immigrati?
Hai un lavoro precario e mal pagato, servizi pubblici inefficienti e paghi ogni centesimo delle tue tasse. A chi dai la colpa?
A chi ti governa e, pur avendoti raccontato un sacco di frottole in campagna elettorale, non fa niente (se si escludono le sue vicende private...) oppure agli immigrati?
La teoria di Libero, spacciata con il test, è che il primo tipo di risposte appartengono al “borghese” che ha scelto di stare a destra, uno che lavora duro e che non vuole immigrati tra i piedi. Il secondo tipo di risposte è di quei “cattolici” che vivono nel mondo delle fiabe, hanno il parroco no global e amano la tolleranza e l'apertura verso il prossimo. E, infine, quelle del terzo tipo sono quelle della sinistra radical chic che ama gli immigrati, soprattutto dopo che hanno indossato la livrea. Insomma, tra deprimenti frizzi e lazzi la ricetta di Libero è semplice, come può apparire semplice il populismo: “Gli immigrati? Ributtiamoli a mare e staremo tutti meglio”. Chi glielo spiega al “borghese razzista”, come lo chiama Libero, che la sua condizione cambia poco anche così?
P.s. Nel frattempo possiamo aderire alla campagna "Mettiamo al bando la parola Clandestino". Passate parola!
Le armi di distrazione di massa agiscono da sedativo,
la ribellione è rimandata dopo gli spot.
Niente panico: picchiate uno zingaro e godetevi il relax
Pura merda ariana!