Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male! Abbiamo una crisi, molti non hanno un lavoro e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere di acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo. I negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco. I teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine. Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo immangiabile. Stiamo seduti a guardare la tv mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 63 reati di violenza come se tutto questo fosse normale! Sappiamo che le cose vanno male, PIU' che male! E' la follia. E' come se tutto e dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere, lasciatemi il mio tostapane, la mia tv, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente, ma lasciatemi tranquillo!" Beh! Io non vi lascerò tranquilli! Io voglio che voi vi incazziate! Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore perché non saprei cosa dirvi di scrivere, io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione, i russi e la violenza nelle strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi!! Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana, la mia vita ha un valore!!" Quindi io voglio che ora voi vi alziate, voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie, voglio che vi alziate proprio adesso e andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti e urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!!".
Dal film: "Quinto Potere" di Sidney Lumet
------------------------
Il vero potere è in mano ai cittadini. E' la massa che può far cambiare l'attuale stato delle cose. Ma prima di tutto la massa deve riuscire di nuovo a indignarsi .
Bisogna risvegliare la propria coscienza e capire che in quanto cittadini di uno Stato abbiamo il diritto ad una vita serena, abbiamo diritto di progettarci e costruirci un futuro. Diritti che ci vengono sempre di più negati. Bisogna capire che chiudere gli occhi davanti ai soprusi o addirittura accettarli è la strategia sbagliata. Pensare: "Tanto non cambierà mai niente" è fare il gioco che vogliono loro, è rinunciare ai valori, è rinunciare a combattere, è rinunciare a vivere.
Italia e Francia hanno firmato l'accordo di cooperazione sul nucleare. ''In Italia le centrali si faranno in tempi contenuti'', ha detto il presidente del consilgio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa con il capo dell'Eliseo Nicolas Sarkozy al termine dell'incontro bilaterale.''In Italia si stavano costruendo due centrali nucleari - ha ricordato Berlusconi - ma il fanatismo ecologico ci ha impedito di completarle'' il premier invece di approfondire la ricerca sulle nuovi fonti energetiche “pulite” e completamente prive di scorie che fa? mentre tutti i paesi con le centrali nucleari annaspano per smaltire le scorie,lui, imperterrito da puro autolesionista, prosegue nella logica speculativa dei vecchi sistemi per produrre energia (nucleare di 3° generazione) imbrigliato in interessi capitalistici di parte.
''Quando sarà completato l'iter legislativo e tecnico in corso per il ritorno del nucleare in Italia, Enel e EDF - informa un comunicato congiunto delle societa' - si impegnano a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 unita' di generazione, avendo come riferimento la tecnologia EPR, il cui primo impianto è in costruzione a Flamanville in Normandia e che vede la partecipazione di Enel con una quota del 12,5%.
L'obiettivo è di rendere la prima unita' italiana operativa sul piano commerciale non oltre il 2020''.Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica che sara' responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilita' per la realizzazione delle unita' di generazione nucleare EPR. Successivamente, completate le attivita' di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, e' prevista la costituzione di societa' ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR.
Queste societa' avranno una partecipazione di maggioranza Enel nella proprietà degli impianti e nel ritiro di energia; inoltre leadership di Enel nell'esercizio degli impianti e apertura della proprietà anche a terzi, con il mantenimento per Enel e EDF della maggioranza dei veicoli societari.L'accordo Enel-EDF entra in vigore il 24 febbraio 2009 e ha una durata di 5 anni dalla data della sua firma, con possibilita' di estensione.
In un secondo memorandun d'intesa - prosegue il comunicato - Enel ha espresso la volonta' di partecipare all'estensione del precedente accordo sul nucleare a suo tempo raggiunto con EdF per la realizzazione in Francia di altri 5 reattori EPR, a partire da quello che recentemente il Governo francese ha autorizzato nella localita' di Penly. Enel è oggi presente in Francia nel nucleare, con una partecipazione del 12,5% nell'impianto di terza generazione EPR a Flamanville (1.660 MW); nelle rinnovabili, tramite la controllata Erelis, con 8 MW eolici operativi a fine 2008 e una pipeline di circa 500 MW; nella commercializzazione di elettricita' con oltre 1.000 GWh venduti nel 2008. Ulteriori possibilità di sviluppo di Enel in Francia, riguardano la costruzione di un impianto a carbone pulito da 800 MW, la partecipazione in due unità a ciclo combinato alimentate a gas (CCGT) di Edf da 930 MW e la partecipazione al processo di gara per il rinnovo di concessioni per 25 centrali idroelettriche.
Alcuni eventi relativi al nucleare in Italia:
28.7.2006 Centro Enea della Casaccia (Lazio): viene segnalata la contaminazione di un dipendente Enea comandato in Sogin (la Societa gestione impianti nucleari) impegnato nelle operazioni di bonifica nel reparto nucleare denominato delle 'scatole a guanti'. Successivamente e' stata segnalata la contaminazione di ulteriori sei lavoratori impegnati nella medesima attivita'.
01.11.2006 Centro Enea della Trisaia di Rotondella (Basilicata) : il direttore del Centro Enea della Trisaia di Rotondella da notizia ai dipendenti di aver ricevuto un'informativa da parte della Sogin di una contaminazione radiottiva in area circoscritta facente parte del sito ITREX. La divulgazione della notizia di contaminazione radioattiva ha determinato l'allarme delle associazioni ambientalista, del Tribunale per i diritti del malato-Cittadianza attiva e tra i lavoratori della Trisaia.
27.11.06 Centro nucleare EUREX di Saluggia: La Sogin viene auorizzata a trasferire il combustibile nucleare dal deposito Eurex al deposito Avrogado sempre di Saluggia. Motivo: perde la piscina del deposito Eurex di Saliggia dove sono stoccate le barre di uranio. Lo svuotamento della piscina Eurex e' indispensabile e deve essere realizzato in tempi brevi. A Saluggia vengono raccolte 1800 firme tra la popolazione per chiedere al Governo l'annullamento dell'ordinaza in quanto l'Avogadro, dicono, e' privo di autorizzazioni e da tempo fuori norma. In Italia le centrali atomiche fanno paura a venti anni dal referendum con cui la popolazione italiana ha detto no al nucleare.
video documentario tratto da www.oloscienze.com
video di Mario Albanesi (Ambienteweb)
video tratto da Report 02/11/2008
Sia chiaro, personalmente, non sono contraria alle strategie su politiche di razionalizzazione energetica, ma che si facciano con serietà, verso tecnologie future o futuribili con implementazioni innovative e sostenibili e non verso "il passato prossimo" di sistemi dichiarati pericolosi in termini di ricadute ambientali connesse allo smaltimento delle scorie.
Un giro di miliardi di euro, ma voi che ne pensate?
Ronde notturne leghiste libere di scorrazzare nelle città del Nord
Col pretesto della lotta alla criminalità e sfruttando cavilli legali si sostituiscono alle "forze dell'ordine" dello Stato. Alcuni sindaci di "centro-sinistra" aderiscono all'iniziativa leghista

"Volontari per la sicurezza": così si chiamano le ronde notturne organizzate direttamente dalla Lega Nord che da qualche mese a questa parte "sorvegliano" i territori di oltre cento città e comuni del Nord in luogo delle regolari "forze dell'ordine" statali.
Un fenomeno iniziato nella cittadina trevigiana di Chiarano, sviluppatosi in breve tempo in tutto il Veneto e nelle altre regioni del Nord, coinvolgendo molti capoluoghi di provincia, che ha sforato la cronaca locale per arrivare nelle prime pagine nazionali e anche straniere (il quotidiano Liberation in Francia si è occupato della questione): dopo solo due mesi sono già un centinaio i comuni, piccoli e grandi, dove la notte le strade diventano territorio di caccia dei militanti della Lega Nord.
Ciò che desta preoccupazione non è tanto che un partito neofascista, razzista ed ex(?) secessionista insceni una simile iniziativa dai chiari caratteri intimidatori, xenofobi e demagogici. Quanto che possa svolgere tutto questo indossando una regolare divisa da Protezione Civile, in accordo e con specifico permesso della polizia di Stato, nell'assoluto connubio con tutte le istituzioni borghesi.
A dimostrazione che sotto la divisa arancione si nascondono veri reparti organizzati di camicie verdi (e nere) basta ricordare che le domande depositate in questura sono tutte a nome di dirigenti locali della Lega Nord: il reclutamento avviene pubblicamente nelle assemblee della Lega e attraverso le pagine della "Padania", il numero verde di riferimento è quello di un certo consigliere trevigiano leghista, Chinellato; il leader degli "sceriffi della notte" è niente meno che Gentilini, ex sindaco leghista di Treviso.
Tutto questo non è evidentemente bastato né alla polizia né ad altro organo di potere statale per giudicare illegali le squadracce leghiste, e anzi considerarle "semplici cittadini che collaborano con le forze dell'ordine".
Se le squadracce leghiste possono svilupparsi così serenamente è solo grazie alla collaborazione attiva delle istituzioni borghesi di tutti i livelli, dalla polizia di Stato, alla Protezione Civile che mette a disposizione dei leghisti le proprie strutture, ai governi locali e nazionale che non muovono un dito per arginare il fenomeno mentre "ridicolizzano" il problema. Molti sono i sindaci che hanno già aderito alle squadracce, tra cui inizialmente anche alcuni di "centro-sinistra", come ricordato dal vicepresidente del Veneto Luca Zaia.
È soltanto in un clima di assoluta tolleranza che può svolgersi in piazza dei Signori a Vicenza la presentazione ufficiale di "Veneto sicuro", dove Gentilini può abbandonarsi a comizi del tipo: "Riprendiamoci le nostre strade, dove si annidano puttane e culattoni" e "bisogna militarizzare l'ordine pubblico", promettendo ai suoi "volontari per la sicurezza" un'autentica organizzazione con tanto di auto e divise con lo stemma di San Marco.
Certo le camicie verdi non sono abilitate al possesso di armi, e - ufficialmente - si limitano a pattugliare la città e segnalare eventuali movimenti "sospetti" alle "forze dell'ordine" senza alcuna possibilità di intervenire direttamente, potendo tutt'al più filmare gli eventi da loro ritenuti sospetti. Ma da quando in qua un partito politico è abilitato a sostituirsi, fosse pure in minima parte, alle "forze dell'ordine" ufficiali e costituirsi in una sorta di polizia parallela? Segno che la legalità democratico borghese viene stracciata anche da quelle forze preposte appositamente ad imporne il rispetto. Purché, è chiaro, venga sovvertita da destra.
Timide sono state infatti le condanne provenienti dagli organi di polizia, dei carabinieri e delle prefetture e dallo Stato borghese in generale: prevalentemente esse si riducono a segnalare il rischio insito nel servizio svolto dalle squadracce, a sottolineare la difficoltà di stabilire la personalità giuridica responsabile di eventuali danni subiti dai leghisti. E, nel tempo che Siulp, colonnelli e prefetti dibattono di simili cavilli complessivamente insignificanti all'interno del quadro vero, reale, politico, della questione, le ronde leghiste vanno avanti e si diffondono in nuove città.
In ogni caso, è sbagliato ridurre il fenomeno a una "buffonata", una "trovata demagogica", come tende a descriverlo la "sinistra" borghese. Come negare il rischio che tutto ciò diventi soltanto un primo passo verso una militarizzazione "verde" del territorio ben più spinta, come auspicato da Gentilini?
Il primo premio nella calata di braghe, con tanto di bonus per l'originalità, lo riceve senza dubbio il consigliere veneto dei Verdi, Bettin, secondo il quale i militanti leghisti starebbero addirittura "svolgendo un giusto servizio sociale per ripagare la popolazione dei tagli alle forze dell'ordine fatti dal governo Berlusconi".
In ultimo va detto che il problema della sicurezza privata è un problema oggettivo e fortemente sentito dai borghesi con grandi patrimoni, i quali più facilmente possono fare affidamento su sicuri sistemi di protezione, mentre i loro capitali sono ben custoditi in banca e Borsa.
Il degrado, l'insicurezza economica e sociale sono frutto del capitalismo; la violenza privata, il disordine, l'individualismo, la disgregazione sociale, sono ugualmente figli della proprietà privata e congeniti a una società basata sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Non esistono "forze dell'ordine" in grado di mettere ordine al disordine generale del capitalismo. Non si tratta quindi di rivendicare, come fa gran parte della "sinistra" borghese e della stessa "sinistra radicale", maggiori finanziamenti e risorse alle forze armate dello Stato borghese, ma di lottare per il superamento di questa società capitalista, dei suoi rapporti di produzione, condizione imprescindibile per la sicurezza anche privata delle masse popolari; e, nel frattempo, il miglioramento delle loro condizioni di vita.
Dal corrispondente dell'Organizzazione di S. Giustina (Belluno) del PMLI
Il vincitore della 59°edizione del festival di San Remo è....rulli di tamburo
Silvio Berlusconi!!

Presenti sul palco: mediaset, comunione e liberazione e la camorra.
Vince il premio della critica Dario Franceschini con il brano "Non si può morire dentro."
